Papà del Gnoco

... 'na vecia mascara ...

significati del costume e piccola storia del ” papà del gnoco “

Porta la barba e i capelli bianchi per apparire vecchio, la vecchiaia è indice di saggezza.

Il cappello è fatto a imitazione del baldacchino che veniva eretto, nel giorno del baccanale, nella piazza di San Zeno e sotto il quale mangiavano e bevevano le autorità cittadine, praticamente il potere laico.

Le scarpe bianche con il ” batocolo ” rosso le portava l’abate della chiesa di San Zeno il quale rappresentava, all’epoca, la massima autorità religiosa.

I nastri colorati che scendono dal cappello rappresentano i colori dei cinque rioni, nei quali si divideva, all’epoca, la città di Verona, QUARTIERE DEL FERRO la zona di ponte Pietra all’interno dell’Adige, QUARTIERE CHIAVICA zona dietro piazza Erbe S. Maria Antica palazzi scaligeri, QUARTIERE DEI CAPITANI zona San Zeno e S. Bernardino, QUARTIERE MAGGIORE parte del centro città e Filippini, QUARTIERE CASTELLO alla sinistra dell’Adige comprendeva Quinzano Avesa S. Giorgio S. Stefano Castel S.Pietro come zona collinare e ancora Piazza Isolo S. Toscana ed arrivava fino a S. Michele.

Il mantello rosso ” a tutto tondo ” cioè a 360° era indice di potere assoluto. In passato solo i re e gli imperatori lo potevano portare. Nel giorno del “bacanal” il papà del gnoco si recava in piazza dei Signori, con il suo corteo formava il famoso “BOGON” e simbolicamente diventava per quel giorno la massima autorità cittadina, questo per concessione dell’allora podestà.

Quella curiosa “virgola” che spunta fuori dal mantello, sulla schiena, altro non è che il famoso “macaron”, così veniva comunemente chiamata la pasta fatta con acqua e farina e ricorda la fame del popolo e la nascita della tradizione quando Tomaso Da Vico, nel 1531, per sedare una sollevazione del popolo affamato, fece distribuire la farina e il burro per fare i ” macaroni ” diventati poi, con l’arrivo della patata ” i gnochi “.

La pancia voleva significare un augurio all’opulenza ed ispirare simpatia in quanto gli uomini grassi danno un senso di bonarietà.

La corte del papà del gnoco è formata dai cosìdetti “macaroni”. Questi che lo accompagnano sempre, erano i capifamiglia del rione di San Zeno, tra i quali in passato veniva scelto il sire del carnevale veronese che era chiamato, in tempi remoti, “CAPO DEI MACARONI” o “MACARON MAGGIORE”.

Tutto questo fa di una delle più antiche maschere d’Italia, il PAPA’ DEL GNOCO, una figura estremamente profonda che porta su di se tutta la storia del passato e mantiene viva questa tradizione secolare veronese nel presente.

Merlo Alverio (Re Pipino)